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17 giugno 2008 / mondotuareg

Ritmi e danze dal mondo 2008

L’associazione Mondotuareg ha participato dal 13 al 15 giugno 2008 alla manifestazione culturale organizzata dall’associazione “Ritmi e Danze dal Mondo” a Giavera del Montello (TV).

L’associazione “Ritmi e Danze dal Mondo” ha messo gratuitamente a nostra disposizione uno stand presso il quale abbiamo esposto l’artigianato Tuareg, libri, fotografie e video.

Inoltre abiamo servito circa 300 piatti tipici della cucina Tuareg ai cittadini ospiti della serata del 13 giugno 2008.

La nostra associazione coglie l’occasione per ringraziare l’associazione “Ritmi e Danze dal Mondo” e tutto lo staff organizzativo.

Il segretario di Mondo Tuareg

Elhadji Oubana detto Hado

26 maggio 2008 / mondotuareg

Assemblea Mondo Tuareg

Assemblea di il Mondo Tuareg del 25/05/2008
Ordine del giorno
1. Viaggio di un rapresentate dell’associazione nell’ambito del progetto di acqua/pozzi
2. Risoconto delle attivatà dei mesi scorsi
3. Participazione dell’associazione alla festa di Giavera del 14 e 15 Giugno 2008
4. Participazione dell’associazione alla manifestazione multietnica a Udine il 28/06/20008
5. Participazione dei delegati dell’associazione all’incontro che sarà organizzato da Timidiwa – Francia il 27/06/2008
6. Aiuto ai membri dell’associazione che non lavorano
7. Racoltà del materiale organisativo dell’associazione
8. Varie
Esaurito l’ordine del giorno, il presidente dell’associazione ha chiuso l’assemblea.
24 maggio 2008 / mondotuareg

Perché l’Associazione il Mondo Tuareg ?

L’Associazione “Il Mondo Tuareg” è una associazione ONLUS fondata nel 2006 dalla comunità tuareg in Italia.
Veniamo tutti dal Niger dalla regione di Agadez e la nostra presenza in Italia comincia intorno all’anno 2000. Attualmente siamo circa 40 persone divisi tra le città di Pordenone, Pisa, Milano, Firenze, Roma.
Ma è nella zona di Pordenone che c’è il maggior numero di noi tuareg: 5 famiglie con 8 bambini. Vivere nella stessa città è per noi un elemento importante, che ci aiuta a mantenere viva la nostra cultura e le nostre tradizioni.
Crediamo nell’integrazione attiva e nella conoscenza reciproca dei popoli come vera e propria ricchezza. Per questo tutti i nostri bambini vanno a scuola e noi adulti ci impegnamo a far conoscere la nostra cultura dedicando molto del nostro tempo all’ organizzazione di mostre fotografiche, cene, incontri presso associazioni e nelle scuole
OBIETTIVI DELL’ASSOCIAZIONE
In Italia:
Far conoscere agli Italiani l’antica e affascinante cultura Tuareg, esempio straordinario di adattamento a un ambiente ostile, una cultura espressione di saggezza, equilibrio e di profondo rispetto per la natura

Promuovere l’integrazione e la comprensione reciproca

In Niger:

- Aiutare il popolo Tuareg

- Costruire scuole e pozzi

- Promuovere la pastorizia, l’agricoltura, l’artigianato e il turismo

- Aiutare le donne tuareg con il microcredito

24 maggio 2008 / mondotuareg

La lingua Tifinagh

Il Tifinagh
La lingua orale dei Tuareg è il tamasheq, ed è uguale per tutto il popolo Tuareg che ora conta circa un milione di persone sparse nei diversi paesi che si affacciano sul deserto e cioè Niger, Mali, Libia, Burkina Faso, Ciad e Algeria.

La lingua scritta è il tifinagh, un alfabeto particolare scritto indifferentemente da destra a sinistra o viceversa. Dell’alfabeto sono depositarie prevalentemente le donne, considerate libere in confronto alle abitudini degli altri popoli musulmani. Esse infatti non portano il velo ed hanno potere decisionale analogo al marito nell’ambito della famiglia.

 

 

24 maggio 2008 / mondotuareg

Uomini Blu, Uomini Liberi

STORIA
UOMINI BLU, UOMINI LIBERI
Le origini dei Tuareg, antichi Targa, si perdono nei meandri del mistero. C’è chi dice che discendano dall’ antico Egitto (la croce tuareg che ricorre spesso nei loro gioielli ricorda il segno egizio ANKH simboli della vita e dell’eternità). Altri affermano che discendono, invece, dai mitici Garamanti, gli abitanti del Sahara citati da Erodoto.

Sono di origine berbera e tra i primi abitanti dell’Africa del Nord, nomadi del deserto, definiti “Uomini blu” per via del colore indaco con il quale dipingono il loro turbante, detto taghelmust, che a sua volta tinge loro il viso.

La parola ‘tuareg’ è una definizione araba che significa ‘dimenticati da Dio’, mentre loro preferiscono definirsi Imohag, cioè ‘uomini liberi’.
Padroni incontrastati della zona sahariana, questo popolo ha trasformato la desolata distesa che si estende tra Libia, Algeria, Mali, Niger, Burkina Faso, Nigeria e Ciad nella culla di una cultura affascinante che si è mantenuta praticamente intatta nei secoli.
Nati liberi, vissuti nomadi, hanno imparato ad orientarsi tra le monotone lande del deserto con l’aiuto delle stelle, vivendo di pastorizia e del commercio di sale, spezie e avorio. Il silenzio ha insegnato loro ad “ascoltare il canto dello spazio”, a far tacere i mormorii dell’anima e a sentire gli spiriti dell’acqua e del vento. L’isolamento ha permesso alle donne di ritagliarsi un proprio spazio nella società e nel matrimonio, facendo emergere sprazzi di modernità in un mondo antico.

Recentemente sono stati riconosciuti dall’ONU come ‘popolo autoctono’.

A partire dal Settecento inizia la lunga battaglia contro gli arabi e i Tuareg finiscono per convertirsi all’Islam, interpretando tuttavia a modo loro la dottrina di Maometto e conservando alcune tradizioni animiste. Riescono a mantenere integra la loro identità, la loro lingua e il loro alfabeto, il Tifinagh, costituito da forme geometriche scritte in orizzontale, verticale, da destra a sinistra, dall’alto in basso, ribadendo ancora una volta la creatività e la libertà di questo popolo.
Allo scoccare del XX secolo anche la storia dei Tuareg però cambia. Con la colonizzazione francese dell’inizio del secolo, gli uomini del deserto vedono limitato il loro spazio; con la decolonizzazione degli anni Sessanta ha spezzato l’entità dei Tuareg imponendo loro le frontiere dei nuovi stati.

Le terribili carestie e le siccità degli ultimi trent’anni hanno bruciato pascoli e sterminato greggi mettendo in crisi la loro fragile economia pastorale e la loro fragile ‘civiltà della sabbia’, come è stata definita dall’arabo Ibn Battuta nel XV secolo. Oggi i leggendari ‘uomini blu’, padroni indiscussi del deserto, sono ridotti a poco più di un milione di individui, sparsi tra Niger 500.000), Mali (300.000), Libia (50.000), e i restanti in Algeria, Burkina Faso e Ciad. Di questi però solo circa 100.000 mantengono ancora usi e costumi antichi della tradizionale vita nomade.

Inoltre i problemi per il popolo tuareg arrivano anche dal sottosuolo: la zona del nord del paese è ricca di minerali, soprattutto di uranio i cui giacimenti da 40 anni sono sfruttati dall’azienda francese Areva, e più di recente anche da ditte cinesi. Questo fa del Niger il 3° produttore mondiale di questo strategico minerale, fondamentale per le centrali nucleari.

Inutili sono le ribellioni degli anni Novanta (1991-1995) in Niger e Mali, soffocate nel sangue. Nel 1995 si è arrivati a ad accordi di pace tra i ribelli tuareg e il governo nigerino , accordi che di fatto non sono mai stati applicati.

La ribellione si è riaccesa nel Febbraio del 2007 quando è nato il “Movimento dei nigeriani per la giustizia” (MnJ), una formazione che chiede una più equa distribuzione dei proventi dello sfruttamento minerario del nord del paese e una reale applicazione dell’accordo di pace del 1995.

I proventi di tale sfruttamento vengono infatti spartiti tra il governo centrale e le multinazionali, e alla popolazione tuareg rimangono solo i danni ambientali che tale estrazione provoca.

Il governo centrale si ostina a dire che si tratta solo di “banditi”, ma intanto militarizza la regione, impone il coprifuoco e vieta la presenza di giornalisti nelle aree interessate dalla ribellione.

Diverse voci si sono alzate per chiedere al presidente del Niger di abbandonare la politica del pugno di ferro e intavolare un negoziato con i ribelli. Lui per il momento non appare disposto a compromessi e il rischio di escalation è tutt’altro che remoto.

E’ un popolo che rischia non soltanto di perdere la sua identità e la sua cultura, ma rischia addirittura l’estinzione.

 LIBRI PER APPROFONDIRE

“Sono nato con la sabbia negli occhi” – Mano Dayak

“Tuareg: Il popolo del deserto” – Mano Dayak

“Tuareg: la tragedia” – Mano Dayak

“Non ci sono ingorghi nel deserto” – Moussa Ag Assarid

“La carovana del sale” – Elena Dak

“La donna blu” – Maguy Vautier

“Il problema dell’identità culturale dei Tuareg” – Acherif Ag Mohamed

Link :   http://www.unmondoacolori.rai.it

23 marzo 2008 / mondotuareg

Giornata internazionale dell’acqua – Pordenone

L’Associazione il Mondo Tuareg ha participato il giorno 21/03/08 alle ore 20.45 alla conferenza organizzata dall’Associazione Via Monterreale di Pordenone sul tema “Dell’Acqua.” Questa conferenza è stata una occasione per nostra associazione di capire il problema della carenza dell’acqua nelle zone desertiche del sahara abitati dai nomadi Tuareg. Zona nella quale le multinazionale che estragono l’Uranio infettano le nappe sotteranee.  Il professore Folco Quilici ci ha spiegato il pericolo che accurano le popolazioni di questa zona sulle le malatie derivante della radioatività.dscf0464.jpg

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